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L'Arte Italiana dell'Olio di Oliva
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Tra i fattori che influiscono sull'aumento o la diminuzione di rischio di patologie a carico dell'apparato cardiaco vi è sicuramente la composizione della dieta.

La dieta mediterranea, in cui l'olio d'oliva è la principale fonte di lipidi:

- influisce sulla pressione arteriosa
- protegge delle malattie coronariche
- previene i rischi di un secondo infarto

perché
- regola il contenuto di colesterolo nell'organismo, aumentando quello “buono” HDL e diminuendo quello “cattivo” LDL.

 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Dr. M Colquhoun West
medical centre and queensland health service , Brisbane, Queensland, Australia

«regimi alimentari poveri di grassi sono diventati il tipo di alimentazione consigliato nella cura di pazienti con rischio elevato di malattie cardiache. L’adesione a questi regimi tuttavia è bassa. Studi recenti hanno mostrato che in questi pazienti regimi con un maggiore contenuto di grassi, fra i quali l’olio d’oliva, possono avere per lo meno la stessa efficacia di regimi poveri di grassi».

Eurosciences Communication
(in collaborazione con l’Istituto per la Ricerca sull’Arteriosclerosi dell’Università di Munster in Germania)

«La relazione tra i grassi alimentari e la pressione sanguigna non è completamente spiegata. Ad ogni modo, prove scientifiche suggeriscono che i vari componenti della Dieta Mediterranea e cioè pochi acidi grassi saturi, tanti acidi grassi monoinsaturi, i carboidrati, le fibre e i micronutrienti hanno un effetto benefico sulla pressione sanguigna. Questo tipo di dieta è quindi consigliabile per la salute. Gli acidi grassi monoinsaturi alimentari possono avere un maggiore effetto protettivo di quanto si pensasse un tempo».

 
     
 
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Una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi (presenti in abbondanza nell'olio d'oliva) associata ad un consumo moderato di carboidrati e fibre solubili assunte con frutta, verdura e cereali è un ottimo modello di alimentazione per un paziente affetto da diabete:

- riduce l'aumento di concentrazione di lipoproteine aterogene
- migliora la sensibilità all'insulina e quindi il controllo glicemico

 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Dott. M. Mancini
(reparto di Medicina Clinica e Sperimentale della facoltà di Medicina della II Università di Napoli)
«con l’aumentare del consumo di olio d’oliva vi è una riduzione della glicemia a digiuno. Il messaggio da cogliere recita che una alimentazione ricca di olio d’oliva è evidentemente molto protettiva nei confronti dei principali fattori di rischio dell’arteriosclerosi».

Prof. Rafael Carmena
(primario del servizio di Endocrinologia e nutrizione della clinica Universitaria di Valencia) A margine del 3° Congresso internazionale di Barcellona sulla dieta mediterranea:
«una dieta con il 35% di lipidi, la maggior parte rappresentata da monoinsaturi derivati dall’olio d’oliva, e il 45% da carboidrati complessi e fibre, fa migliorare la sensibilità all’insulina e quindi il quadro glicemico, senza modificare l’indice di massa corporea».

Eurosciences Communication
(in collaborazione con l’Istituto per la Ricerca sull’Arteriosclerosi dell’Università di Munster in Germania)
«la dieta mediterranea ha tutte le caratteristiche di una dieta adeguata per il diabete: contiene molta verdura e cereali, i carboidrati sono ricchi di fibre, ha un basso contenuto di acidi grassi saturi ed è ricca di acidi grassi monoinsaturi contenuti principalmente nell’olio d’oliva».

 
     
 
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Una mano nella prevenzione dei tumori

Uno studio di Eurosciences Communication in collaborazione con l'Istituito per la Ricerca sull'Arteriosclerosi dell'Università di Munster stima che circa il 35% di tutte le morti per cancro siano attribuibili a fattori alimentari.

La prevenzione dei tumori è dunque legata al tipo di dieta e degli alimenti assunti.

L'olio d'oliva è un alimento ottimale

- per la sua composizione in acidi grassi monoinsaturi
- perché contiene sostanze antiossidanti
- grazie all'apporto di vitamine A, C ed E, che combattono l'azione dei radicali liberi prodotti dal metabolismo del fegato nella trasformazione di sostanze tossiche ingerite col cibo.

 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Eurosciences Communication
(in collaborazione con l’Istituto per la Ricerca sull’Arteriosclerosi dell’Università di Munster in Germania)
«Studi internazionali hanno evidenziato l’importanza del TIPO di grasso nella causazione di tumori associati ai grassi; fino a poco tempo fa i grassi di tipo vegetale erano considerati ininfluenti per il rischio oncogeno. Analisi recenti, tuttavia, suggeriscono la possibilità che l’olio d’oliva produca un effetto protettivo nei confronti di alcuni tipi di neoplasia, in particolare mammarie e gastriche».

Dott.ssa Alicia Wolk
Ist. Karolinska di Stoccolma, studio pubblicato su “Archives of internal medicine”
«Un cucchiaino al giorno di olio d’oliva, ricco di grassi monoinsaturi, con una riduzione proporzionata di altri acidi grassi, può ridurre il rischio di tumore al seno del 45%.Ricerche e politiche sanitarie dovrebbero prendere in considerazione le prove emergenti che i grassi monoinsaturi potrebbero essere protettivi col rischio di tumore al seno».

Dr.Vincent Castronovo
University of Liegi - a margine del Simposio “Action sein” organizzato in Belgio
«La mutazione di cellule che provoca il cancro è dovuta in parte ad agenti che attaccano il DNA, sottoforma di tossine consumate con il cibo. La trasformazione delle tossine da parte del fegato comporta la produzione di radicali liberi che attaccano il DNA. Per combattere l’azione dei radicali liberi l’organismo ha bisogno di sostanze quali la vitamina A e C che agiscano come antiossidanti». L’apporto di tali sostanze può essere ben sostenuto dagli acidi grassi monoinsaturi, di cui è prevalentemente composto l’olio d’oliva.

Dr. G. Forno e Dr. Flavio Frascio
Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova
«Molti studi consentono oggi di operare un distinguo tra diversi tipi di grasso alimentare e rischio oncologico. Benché manchino rigorose e definite dimostrazioni sulle modalità di intervento preventivo dell’olio d’oliva nei processi di carcinogenesi, l’insieme dei dati attualmente disponibili consente di stabilire che l’olio d’oliva appare associato ad una riduzione del rischio oncologico».

 
     
 
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L'olio d'oliva è tra i grassi alimentari quello meglio tollerato dall'apparato digerente.

- è estremamente digeribile
- ha effetti benefici sulle gastriti ipercloridiche e sull'ulcera gastro-duodenale
- aiuta a curare la stitichezza
- svolge un'azione emoliente alla mucosa e lubrificante dell'intestino
 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Consiglio Oleicolo Internazionale
(opuscolo “l’olio d’oliva e la salute” Prof. Publio Viola - primario medico Ospedale S.Giovanni di Roma Prof.ssa Mirella Audisio - Università “la Sapienza” di Roma)
«l’olio d’oliva, il cui componente principale è l’acido oleico (monoinsaturo) è, tra i grassi alimentari, il meglio tollerato dallo stomaco. Le recenti ricerche di Charbonnier hanno evidenziato come il tono della valvola che separa lo stomaco dall’esofago, normalmente depresso da tutti i grassi alimentari, è diminuito in misura nettamente inferiore e per un tempo più breve con l’olio d’oliva rispetto agli altri grassi » «l’olio d’oliva sembra avere un effetto soddisfacente nel trattamento della stitichezza cronica semplice. Il suo meccanismo d’azione è probabilmente da ricondursi alla liberazione della colecistochinina che avrebbe la doppia attitudine di far contrarre la cistifellea e di attivare la peristalsi dell’intestino tenue».

Ass. Altroconsumo
(Rivista “Altroconsumo” n.80 del 2/96)
«L’olio d’oliva è estremamente digeribile e svolge un’utile azione emolliente alla mucosa dello stomaco e lubrificante dell’intestino, che previene e contrasta le irritazioni e la stitichezza».

 
     
 
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L'assunzione di olio di oliva riduce il rischio infiammatorio tipico dell’ artrite reumatoide.

- grazie alle proprietà antiossidanti degli acidi grassi n-9 presenti nell'olio d'oliva

 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Laura Lazzaroni
(dal Giornale del Medico, parlando del 3° Congresso Internazionale di Barcellona sulla dieta mediterranea)
«dati suggestivi giungono da un’indagine su alcuni abitanti della Grecia meridionale. Lo studio evidenzierebbe una associazione inversa tra il consumo di olio d’oliva e il rischio infiammatorio (che si ridurrebbe di 2,5 volte con assunzione di circa 43 g/die rispetto al gruppo con introito minore). Gli autori ipotizzano un meccanismo che coinvolga le proprietà antiossidanti degli acidi grassi n-9, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche».

 
     
 
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- Aiuta la mineralizzazione e la calcificazione delle ossa nello sviluppo fetale e nella crescita del bambino
- Previene gli effetti degradanti tipici dell'età senile, quando l'osteoporosi minaccia l'equilibrio del nostro apparato scheletrico

Il segreto dell'olio d'oliva in questo caso risiede nella triolina, una componente dell'acido oleico di cui l'olio d'oliva è particolarmente ricco (tra 55% e l'83% della sua composizione), abbinato alla circostanza che l'olio d'oliva apporta pochi acidi grassi polinsaturi, essenziali per lo sviluppo scheletrico ma dannosi se assunti in quantità eccessiva ( l'olio d'oliva è composto di polinsaturi al massimo per il 22%).

 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Prof. Laval Jeantet
a margine del 3° Congresso Internazionale sul Valore Biologico dell’Olio d’Oliva - Creta
«lo sviluppo e la mineralizzazione migliori (delle ossa) si ottengono quando si fornisca trioleina addizionata con una quantità modica di acidi grassi polinsaturi, come si riscontra normalmente nell’olio d’oliva».

Consiglio Oleicolo Internazionale
(opuscolo “l’olio d’oliva e la salute” Prof. Publio Viola - primario medico Ospedale S.Giovanni di Roma Prof.ssa Mirella Audisio - Università “la Sapienza” di Roma)
«Un grave problema dell’anziano è legato alla calcificazione delle ossa; l’olio d’oliva sembra dimostrare un effetto favorevole . Ad un maggior consumo corrisponde una migliore mineralizzazone dell’osso. A spiegazione dell’effetto positivo dell’olio d’oliva vi è il riscontro di elevate quantità di oleato tra i tipi strutturali delle ossa».

 
     
 
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L'olio d'oliva protegge i vasi sanguigni

- dai rischi di arteriosclerosi
- dai rischi di trombosi
- dalla riduzione delle funzioni cognitive nella vecchiaia

Perché
- grazie alla sua composizione prevalente in acidi grassi monoinsaturi aiuta a mantenere alto il livello di colesterolo “buono” HDL, lo spazzino delle arterie, e riduce invece il colesterolo “cattivo” LDL, che invece tende ad occludere le arterie stesse

- contiene vitamina E e sostanze antiossidanti che provengono l'ossidazione delle lipoproteine a bassa densità a livello delle pareti arteriose, preludio per l'insorgere dell'arteriosclerosi
 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Eurosciences Communication
(in collaborazione con l’Istituto per la Ricerca sull’Arteriosclerosi dell’Università di Munster in Germania)
«gli acidi grassi alimentari possono influenzare l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità. La sostituzione di grassi saturi alimentari con grassi monoinsaturi riduce i livelli di lipoproteine a bassa densità, diminuendo quindi la quantità di lipoproteine disponibili per l’ossidazione. Si è osservato che all’aggiunta di olio d’oliva all’alimentazione corrisponde una diminuzione del contenuto in acido linoleico delle lipoproteine a bassa densità e una loro minore suscettibilità all’ossidazione».

 
     
 
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La medicina conosce effetti positivi legati all'assunzione dell'olio d'oliva anche sulle vie biliari:

- perché stimola la liberazione di colecistochinina
- perché aiuta a prevenire i calcoli biliari aumentando il colesterolo “buono” DHL ed apportando un giusto equilibrio tra grassi saturi, polinsaturi e monoinstauri, condizione di dieta ideale per prevenire il disturbo

 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Consiglio Oleicolo Internazionale
(opuscolo “l’olio d’oliva e la salute” Prof. Publio Viola - primario medico Ospedale S.Giovanni di Roma Prof.ssa Mirella Audisio - Università “la Sapienza” di Roma)
«L’olio d’oliva stimola la liberazione di una sostanza, la colecistochinina che provoca la contrazione della vescichetta biliare e determina l’apertura dello sfintere di Oddi per un periodo più lungo della contrazione della cistifellea. Questi effetti agiscono favorevolmente sulla atonia della cistifellea e sulle discinesie delle vie biliari».

«Nel contesto della prevenzione della calcolosi biliare colesterolica può essere ipotizzato un ruolo protettivo dell’olio d’oliva, sia per l’attivazione del flusso biliare, sia per l’aumento delle HDL, sia per l’equilibrato rapporto in acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi. Che ciò possa essere vero sarebbe confermato da quegli studi che rilevano come nelle regioni dove è maggiore il consumo di olio d’oliva si registra una minore incidenza di calcolosi biliare».

 
     
 
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L'olio d'oliva: un toccasana per la bellezza e la salute della pelle.

L'olio d'oliva è una base preziosissima per la cosmesi: da solo o come base per impacchi nei messaggi dopo un bagno, previene l'invecchiamento della pelle e la formazione di rughe.

In particolare per la delicata pelle dei bambini gli esperti consigliano una emulsione da spalmare a base di olio d'oliva, vitamina E e olio di mandorle.

Fin dall'antichità l'uomo è a conoscenza delle virtù cosmetiche dell'olio d'oliva; già le popolazioni del Medio Oriente che più di 6000 anni fa selezionarono tra arbusti selvatici la pianta dell'ulivo come oggi la conosciamo, utilizzavano il succo delle olive per proteggere la pelle. Ma è con i Greci e i loro ginnasi che questo uso dell'olio conosce la sua massima espressione: si calcola che ogni adulto consumasse 30 lt ogni anno per l'igiene del corpo!

 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Dott. Maurizio Grassetto
a margine della settimana dell’olio organizzata a Roma nel febbraio 2000,
«Possiamo considerare l’olio come un vero farmaco. In impacco con alghe o argilla è un ottimo stimolatore cellulare per i tessuti».

 
     
 
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Associata ad abitudine alimentari sempre più condizione dal modello occidentale di alimentazione, l'obesità ha assunto i caratteri di una vera e propria epidemia tuttora in una fase di crescita allarmante anche nei paesi meno industrializzati.

Questa vera e propria “malattia del benessere” è in costante aumento in particolare presso la popolazione più giovane.

La dieta mediterranea è un modello ideale di alimentazione per prevenire l'obesità, anche e soprattutto grazie all'olio d'oliva che in essa è una fonte sana di lipidi.

L'olio d'oliva infatti:
- aumento la quantità di colesterolo “buono” HDL, lo “spazzino” delle arterie e diminuisce il colesterolo”cattivo” LDL, che infatti è responsabile dell'occlusione delle arterie
- copre nell'alimentazione il fabbisogno di grassi fornendo il giusto equilibrio di acidi grassi saturi, polinsaturi e monoinsaturi

 
 

 

 
 

Il parere degli esperti

Dott. G. Spiller e Dott.ssa B. Bruce
Health research and studies center di los Altos, California
I quali hanno compiuto studi sperimentali su persone alimentate per 4 settimane con una dieta occidentale e successivamente per 4 settimane con dieta mediterranea ricca di olio d’oliva.
«le persone avevano inizialmente paura di ingrassare, ma successivamente hanno scoperto che potevano apprezzare alcuni dei cibi che più amavano con l’olio d’oliva senza aumentare di peso, migliorando anche sazietà e gusto».

 
     
 
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